Trentino Alto Adige - Cauriol in solitaria [2494 m]

Non è solo una montagna. Il Monte Cauriol porta con se i segni tangibili della Grande Guerra.
Del Cauriol, ho letto molte pagine di storia, di uomini, di gesta, di ricordi, di commemorazioni e attività.
Alcune di queste pagine sono di Giacomo I3GNQ che ho conosciuto molti anni fa in qualità di istruttore qquando iniziai la mia esperienza CAI.



Conclusa l'ultima pagina di ciò che stavo leggendo, sono rimasto qualche momento a sfogliare le vecchie immagini e tra queste una rappresentazione del Cauriol alle battute finali d'assedio e conquista del 27 agosto 1916 apparsa su "La Domenica del Corriere" e con questa tutte le riflessioni che questa pagine di storia e di guerra portano con se.

Ci stavo pensando da tempo ed avevo condiviso il proposito anche con altri appassionati, ma in quel momento, all'imporvviso mi è venuto il classico pensiero risolutoresì dai... andiamo!".
Qualche ora di sonno, una sveglia che non ha neppure fatto a tempo a suonare, qualche prarativo sia per la radio, ma sopratutto per l'equipaggiamento montano utile per una solitaria che avrebbe dovuto tenere in considerazione la previsione meteo piovosa dalle ore centrali, il periodo e la zona mi avrebbero portato con buona probabilità a farla tutta in solitaria.

Dopo qualche digressione fotografica, sono salito fino al Rifugio Cauriol e da qui inizia la salita a piedi. Pur avvicinandomi da nord, opto per aggirare la cima salendo "via italiana" per poi scendere dalla "via austriaca".
Inizia quindi l'escursione che porta al Passo Sadole (2066) con cui si copre il primo dislivello di 466 mt. Poco prima, il bivio da cui si aprono le due vie dei accesso alla cima.

L'accesso al versante italiano è frutto di un più recente e nuovo sentiero che sale in costa lungo il fianco del Piccolo Cauriol fino a raggiungere l'imbocco della stretta e ripida valletta "Busa della Neve" che sale proprio tra le due cime del Cauriol.
Qui la salita si fa impegnativa, senza mai un momento di tregua fino alla Selletta Carteri o Selletta DeCet (2350 mt) in ricordo di un sottoufficiale ed un alpino caduti qui nel 1916. Salendo questa stretta e ripida valletta si può immaginare quali dificoltà abbiano affrontato i soldati italiani nel salire alla conquista della cima sotto il fuoco e bombardamento nemico. Difficile immaginarlo ma ci provo in rispetto a quanti sono rimasti lungo quel pendio.

Alla selletta si ricongiungono le vie italiana e austriaca e da qui inizia la salita al tratto finale del Cauriol che a tratti si fa un po' esposta e merita quindi le dovute attenzioni. In vetta, superato il restante dislivello di 428 mt dal Passo e 144 dalla selletta, si raggiunge la vetta del Cauriol adi 2494 mt.
Attivazione con evidenziata la filare altrimenti quasi invisivbile in foto
La cima,alla croce, riporta tra le rue rocce molte targhe ed iscrizioni commemorative.
In segno di rispetto al luogo ed ciò che ha rappresentato, preparo la stazione radio su di una roccia vicina iniziando ad inalzare il dipolo e stenderne le ali e collegare tutto il resto.
Tempo di accendere la radio, la temperatura di abbassa a meno di 10 gradi, la perrturbazione che doveva portar pioggia mi sta dicendo che sta arrivando anche lei in cima al Cauriol.
Dopo il primo Qso inzia infatti la piovere all'inizio è in stile londinese, poi prendere tratti più nostrani, ma dato il tipo di conformazione nuvolosa, la consistenza e la modalità con cui si sta avanzando nell'area, rimango in attività pur rimanendo pronto a smontare rapidamente.

Il poco tempo, la pioggia ed il freddo non impediscono di ammirare l'arco alpino dei Lagorai, la Cima d'Asta ed il paesaggio stupendo che mi circonda. Non nascondo che oltre alla montanga ed al paesaggio il pensiero qui cade continuamente su quelle pagine di storia e di guerra.

Dal punto di vista radio, il piccolo FT-817 e il dipolo filare di oltre 12 mt a V invertita (NorCal Doublet) fatto con semplice piattina multifilare di soli 150 grammi hanno regalato qualche soddisfazione.
Peccato per il poco rispetto delle frequenze QRP e per la difficoltà di farsi sentire tra le molte stazioni cariche di potenza dirompente. Qualche problema nello scrivere il log sotto alla pioggia e qualche altro per tenere tutto asciutto o moderatamente bagnato.

Superato il tempo massimo previsto, ho chiuso le trasmissioni e smontato tutto, iniziando la discesa, questa volta lungo la "via austriaca", uno spacca gambe alternativo alla salita ed un cambio di scenario più introspettivo della salita fino a ricongiungere in bivio iniziale da cui ho ripreso il tratto percorso al mattino.

Al rientro, merita una sosta al Rifugio Cauriol. Oltre alle peculiarità culinarie, un ampia raccolta di fotografie e cimeli originali ritrovati lungo le trincee permette di ripensare a cosa abbia significato vivere e combattere in questa zona montana attorno al 1916.

Questo è un angolo dei Lagorai poco frequentato ed il periodo di fine agosto l'ha accentuato. Un'attivazione totalmente in solitaria interrotta solo a bassa quota incrociando la forestale e qualche altro escursionista, per il resto soltanto io, le montagne, la radio, qualche marmotta incuriosita ed una famigliola di pecore anch'esse in gita o semplicemente perse.


Scheda

Quote Rifugio Cauriol Sadole (1.600 mt)
  Bivio via austriaca e salita al passo (2.030 mt)
  Passo Sadole (2.066 mt)
  Selletta Carteri / DeCet (2.350 mt)
  Monte Cauriol (2494 mt)
Tempi Salita "Via Italiana" (03:30)
  Discesa "Via Austriaca" (02:00)
Meteo variabile, nuvoloso, pioggia, freddo (meno di 10°)
Attr. Montagna Normale attrezzatura da trekking
Attr. Radio rtx Yaesu FT-817 + tunerZ-817
  antenna dipolo filare NorCal Doublet (made home)
  Balun 1:4 (made home)
  batteria al piombo gel 2,3 A
  supporto canna da pesca 7 mt. fissaggio antenna a 6 mt.
  pannello solare pieghevole
  regolatre di carica