Malgrado vada più di moda parlare di Marte e ritenere la Luna ormai un capitolo del passato da celebrare soltanto come fatto storico, per arrivare sul pianeta Rosso il nostro satellite servirà ancora moltissimo come trampolino di lancio. Ma non dimentichiamo che dopo la luna, l'homo spazialis ha affinato esperienza, tecnica e tecnologia, ma non si è più schiodato da casa così tanto come allora.

Tanto per fare un esempio, se la terra fosse una palla da gioco di circa una dozzina di centimetri di diametro, la stazione spaziale e le orbite similari che vedono protagonisti i nostri astronauti ogni giorno, si troverebbero a mezzo centimetro da quella palla. La Luna invece sarebbe a più di 3 metri e 80 centimetri di distanza. Ben oltre il consueto sul quale abbiamo affinato l'assenza di atmosfera.

Risulta chiaro che pur pensando a Marte, il pensiero dovrà passare ancora per la Luna. Malgrado il tweet di Trump citando la Luna come un capitolo vecchio, NASA ha un ufficio organizzativo chiamato proprio "Moon to Mars" a conferma degli intenti. Inoltre il primo Artemis-1 vedrà luce nel luglio del prossimo anno 2020.

Beh, forse sentiremo presto nuove trasmissioni dati e voce dallo spazio.

Per approfondimenti: https://www.theengineer.co.uk/lunar-lift-off-2/